fanny and alexander | GRAND BOIS
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GRAND BOIS

un progetto musicale di BLUEMOTION e Fanny & Alexander in collaborazione con Tempo Reale

 


ideazione Luigi De Angelis, Cristiano De Fabritiis, Giorgina Pi  | music concept Luigi De Angelis, Cristiano De Fabritiis | drammaturgia Giorgina Pi | regia Luigi De Angelis, Giorgina Pi | sound design Damiano Meacci | con Cristiano De Fabritiis e percussioniste/i in definizione Produzione E / Fanny & Alexander e Bluemotion in collaborazione con Tempo Reale

 

 


Grand Bois è un crocevia, un luogo di intersezione. Grand Bois sale con ritmi che arrivano da lontano sui tetti delle case e porta nelle sue grotte i segni di spiriti antichi.

Grand Bois è prima di tutto una composizione musicale poliritmica, una cerimonia di condivisione di battiti in una dimensione di festa. È plurale e individuale allo stesso tempo, aperto all’incontro con altre sapienze, scambi, alla partecipazione attiva.

Le/i musiciste/i suonano a partire da un’idea di trance e dissolvimento dell’ego, non affermano se stesse/i ma si mettono in contatto con una radice musicale comune: in abbandono, come “suonate/i” da altri ritmi o figure musicali.
Come in un bosco – dove ogni albero è connesso all’altro tramite le radici, i funghi, le foglie, che trasmettono spore e mutue informazioni – Grand Bois è un ecosistema in cui le/i musiciste/i sono connesse/i tra loro mediante un sistema di auricolari in-ear: dal quartier generale battiti e serie di ritmi sono mandati alle varie postazioni, con singole epifanie di presenze o personaggi musicali provenienti dal grande cimitero della musica.
Una nuova composizione poliritmica allora appare, e l’ascoltatore può decidere come avvicinarsi alla singola fonte sonora, dove mettere a fuoco la propria percezione, compiendo il suo viaggio tramite il Grand Bois.

Grand Bois è dunque un carnevale di ritmi, dove singole maschere musicali possono all’improvviso apparire e condizionare la pratica di una/un musicista, portandola/o verso un determinato sentiero, occupando la sua identità, connettendola/o con altre pratiche e ritmi del passato.

Grand Bois punta a una tensione musicale, febbre, contagio, a una danza collettiva.

Grand Bois deriva dalla tradizione haitiana delle cerimonie voodoo, nate dall’incontro tra la cultura africana, la religione degli schiavi che arrivavano in America dall’Africa, e l’animismo dei nativi Americani, detenuti nelle prigioni haitiane: una radice comune di rabbia e spiritualità trasformata in una credenza strabordante di gioia e energia teatrale.
La forza della dimensione musicale del voodoo ha influenzato attraverso i secoli e fino ai nostri giorni molte nuove tradizioni musicali e stili: i condomblé, il blues, il jazz, ma anche il rock o le scene della trance elettronica. Quello che appare chiaramente nelle cerimonie voodoo è il potere della musica e del ritmo, la forte connessione con l’idea di un battito cardiaco archetipico, la prima vera radice delle percussioni.

Grand Bois cerca di intercettare cosa rimane oggi di queste tradizioni, incarnando il loro potere evocativo nel nostro tempo e diffondendolo tra gli interstizi di un evento collettivo.

Debutto

9 luglio 2021, Santarcangelo Festival