APRIL
Un’elegia teatrale ispirata alla vita e alla voce di April Ashley
ideazione, regia, scene e luci Luigi Noah De Angelis | drammaturgia e costumi Chiara Lagani | con Andrea Argentieri | testi tratti dalle interviste orali di April Ashley e da The First Lady di April Ashley e Douglas Thompson | organizzazione e promozione Andrea Martelli, Marco Molduzzi | amministrazione Stefano Toma | una produzione E Production/Fanny & Alexander
April Ashley è stata una delle prime persone in Gran Bretagna a vivere pubblicamente la propria transizione. Nata a Liverpool, ha attraversato la povertà, la violenza, l’umiliazione e l’esposizione mediatica per diventare una modella internazionale, una performer di cabaret e una figura pionieristica nella visibilità transgender e nella storia LGBTQ+.
APRIL non è una ricostruzione biografica. È un atto dal vivo di trasmissione.
In scena, il performer Andrea Argentieri entra progressivamente in dialogo con la voce registrata di April Ashley, con le sue interviste e le sue apparizioni pubbliche, attraverso la tecnica della eterodirezione di Fanny & Alexander: una pratica performativa dal vivo nella quale l’attore riceve in tempo reale, attraverso un auricolare, indicazioni vocali e fisiche. Nel corso della performance, il performer diventa un corpo risonante per la presenza di April, per il suo ritmo, il suo respiro e il suo linguaggio.
Attraverso registrazioni d’archivio, video dal vivo, doppiaggio e performance, APRIL ripercorre alcuni frammenti del suo percorso: dall’infanzia a Liverpool al cabaret Carousel di Parigi, dall’intervento chirurgico di riassegnazione di genere a Casablanca nel 1960 alla violenza del sistema giuridico britannico, che si rifiutò di riconoscere la sua identità. Al centro del lavoro c’è il tentativo di avvicinarsi a una presenza viva: non semplicemente rappresentare April Ashley, ma permettere alla sua voce, ai suoi gesti e alla sua forza emotiva di riemergere nel presente attraverso un altro corpo.
APRIL è al tempo stesso un’elegia e un atto di resistenza. Una performance sulla trasformazione, sulla visibilità, sulla memoria e sulla lotta per rimanere fedeli alla propria verità interiore.
Il progetto prosegue la ricerca a lungo termine di Fanny & Alexander sui “ritratti mimetici”, che comprende performance dedicate a Nina Simone e Primo Levi.
Spettacolo in lingua inglese con sottotitoli
