fanny and alexander | TO BE OR NOT TO BE ROGER BERNAT
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TO BE OR NOT TO BE ROGER BERNAT

conferenza spettacolo di Fanny & Alexander


ideazione Luigi De Angelis e Chiara Lagani   |  drammaturgia Chiara Lagani  | regia Luigi De Angelis  |  con Marco Cavalcoli   |  organizzazione e promozione Ilenia Carrone  | amministrazione Marco Cavalcoli e Debora Pazienza |  produzione E/Fanny & Alexander  |  Parte del testo deriva dal rimaneggiamento di una serie di interviste fatte a Roger Bernat che qui si ringrazia per la generosa collaborazione


Chi sei tu che usurpi quest’ora della notte e insieme questa forma bella e guerriera con cui la maestà del defunto re di Danimarca a volte marciava? (Amleto: scena I, atto I)

Essere o non essere, questo è il problema. (Amleto: scena I, atto III)

Un artista contemporaneo tiene al pubblico una conferenza sull’Amleto di Shakespeare. Coerentemente alla questione che espone (l’identità e la trasmigrazione dell’identità nel lavoro dell’attore) da irredimibile camaleonte il relatore usurpa fin dal principio l’identità di un altro artista contemporaneo, Roger Bernat. Nel tentativo di illustrare la sua teoria, il nostro viene coinvolto in una serie di sprofondamenti sempre maggiori nella storia di Amleto, e al contempo nell’identità del suo avatar, tanto da esserne modificato profondamente nelle attitudini, nei gesti, nella voce e nell’essenza. In una parossistica e paradossale galleria di esemplificazioni di Amleti che hanno abitato la storia, il protagonista propone a se stesso e all’uditorio il tema di un’identità infedele e in costante metamorfosi, quello dell’usurpazione e dell’essenza, ma anche una riflessione incessante sul teatro e la sua funzione nella vita umana.

Primo studio per un progetto più ampio dedicato ad Amleto, la performance nasce da un giocoso incontro tra l’artista Roger Bernat e Fanny & Alexander nel corso di una residenza/workshop condivisa in Polonia. È una riflessione sulla presenza e sull’essenza dell’attore, sulla sua ombra e la sua luce, sull’attività e la passività, ma al contempo è un divertissement sull’arte, e in definitiva un paradossale omaggio agli artisti di tutti i tempi.