west

West di Fanny & Alexander

Simone Arcagni, ilsole24ore.com,

West, punto cardinale di una riflessione sul mondo che diviene coreografia di tic, gesti, domande, tensioni. Un palco scarno, un tavolo, una sedia, un’attrice, quattro punti luce a vista puntati su di lei. Musica continua, ritmica, una voce fuori campo che impartisce ordini, che dialoga, un flusso di parole e ripetizioni. Una coreografia, appunto, di parole, musiche, gesti, refrain, a costruire un immaginario che dai punti cardinali si radica nel west, nell’Ovest, nell’Occidnete che siamo noi ma che soprattutto è l’America. Il nuovo spettacolo di Fanny & Alexander che ho visto ieri al Festival delle Colline Torinesi è teso, vibrante, a tratti schizofrenico, bellissimo. Il flusso di parole e testi sottotraccia è persino ipnotico e porta all’eccesso la nostra “connettività”, le nostre mitologie usa e getta, pop. Fanny & Alexander fanno tutto questo proponendo ancora una volta al centro un prototipo mitico, Il mago di Oz, libro e film. L’attrice, con le scarpette rosse di Dorothy e la maglietta con il viso di Judy Garland, riceve ordini sui movimenti e sulle parole, si fa traccia per persuasori occulti, si immerge nel flusso comunicativo, presa dall’incantesimo delle domande senza risposta, nella trappola di una comunicazione priva di senso compiuto…