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SE QUESTO È LEVI – 27.01.18 – BOLOGNA

SE QUESTO È LEVI
performance/reading itinerante sull’opera di Primo Levi

con Andrea Argentieri
a cura di Luigi De Angelis/Fanny & Alexander

1. “Se questo è un uomo”
ore 17.17 (al tramonto) | prima replica, durata circa 35 minuti
ore 18.00 | seconda replica, durata circa 35 minuti

Abitazione privata Via G.B. De Rolandis, 1
25 posti su prenotazione

2. Il sistema periodico
ore 19.00 | durata circa 45 minuti

Aula Magna Dipartimento di Chimica “G. Ciamician” | Via Francesco Selmi, 2
150 posti su prenotazione

3. I sommersi e i salvati
20.15 | durata circa 40 minuti

Sala del Consiglio Palazzo Malvezzi | Via Zamboni, 13
120 posti su prenotazione

La Via Zamboni – Giornata della Memoria 2018
Info e prenotazioni: www.laviazamboni.it
www.laviazamboni.it/cultura/se-questo-e-levi

Comune di Bologna – Università degli studi di Bologna

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A partire dai documenti audio e video delle teche Rai, Andrea Argentieri veste i panni dello scrittore Primo Levi, assumendone la voce, le gestualità, le posture, i toni, i discorsi in prima persona. È un incontro a tu per tu, in cui lo scrittore, a partire dal vincolo di verità che lo ha ispirato nelle sue opere, testimonia la sua esperienza nei lager con una tecnica di testimonianza lucidissima, di scrematura della memoria, con la trasparenza di uno sguardo capace di esprimere l’indicibile a partire dal perimetro apparentemente sereno della ragione.

Intorno all’asse di via Zamboni, sono stati individuati tre luoghi simbolici di Bologna in cui incontrare lo scrittore: uno studio di lavoro in un’abitazione privata (via G.B.De Rolandis), l’Aula Magna dell’Università di chimica Ciamician (via Selmi), la sala del consiglio di Palazzo Malvezzi (via Zamboni). Ognuno di questi tre luoghi esprime una domanda diversa in relazione a tre differenti opere di Levi: “Se questo è un uomo”, “Il sistema periodico”, “I sommersi e i salvati”. Il rapporto più intimo tra Levi e la scrittura, la necessità vitale della testimonianza, il rapporto col padre e la famiglia, la sua appartenenza alla cultura ebraica; la relazione di una vita tra chimica e scrittura, la dignità del lavoro e la funzione comunitaria della letteratura, la necessità pubblica di un racconto che possegga la trasparenza scientifica di un processo chimico; il tema del giudizio, l’interrogazione sulla necessità della sospensione dell’odio a favore di una curiosità analitica entomologica.

Grazie alla tecnica del remote acting, dell’eterodirezione, Andrea Argentieri compone un ritratto dello scrittore che si basa sulla vertigine di una domanda: quanto questa testimonianza è ancora urticante e capace di parlarci tramite la sensibilità di un attore che si lascia attraversare dai materiali originali a noi rimasti di quello scrittore? Può l’epifania di una voce, di un corpo-anima, imprimendosi nel corpo di un attore molto più giovane del modello-impronta che persegue, far sgorgare in maniera ancora più cogente la potenza e la necessità della sua testimonianza?

SE QUESTO È LEVI è un ritratto d’attore. È il tentativo di concretizzare l’esperienza del resoconto, a tu per tu con lo scrittore.