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Piccoli pezzi di teatro

Carlo Orsini, Rolling Stone,

Eterno adolescente, intellettualmente superdotato che si trastulla con la produzione di raffinate forme teatrali, Fanny & Alexander, compagnia ravennate, ha attraversato l’ultimo ventennio nell’ambito del teatro di innovazione.

Profondità di pensiero e caduta verticale nei testi che hanno interferito, caratterizzano le loro produzioni insieme ad un’attenzione speculativa sul suono e invenzioni sceniche inconsuete: memorabile il cono oscuro in cui intrappolavano il pubblico in Vaniada, episodio del progetto da Ada o ardore di Nabokov, i banchi di scuola con quadernetti in Alice vietato > 18 anni, o gli spettatori sdraiati sul palcoscenico in Dorothy. Sconcerto per Oz, prima tappa del loro progetto in corso dal Mago di Oz. Proprio questo progetto vede ora la sua ultima tappa con West al Festival delle Colline Torinesi (3-23 giugno), dopo aver visitato topologicamente Oz nei diversi punti cardinali, Emerald City in 3D e There’s No Place Like Home-Kansas in forma di Museo dello Sguardo. Affetti da potente bulimia produttiva indotta dalla richiesta di “prime” in esclusiva per i diversi festival a cui partecipano, frantumano ogni produzione in molteplici tappe, spesso a scapito di una compiuta comprensione del progetto.

A fronte di questa costellazione di rarefatti riferimenti testuali, sonori e scenici, spesso le loro performance soffrono di cadute di tensione che sconfinano nell’assenza di un efficace “intrattenimento”. O-Z è ora anche un progetto editoriale, in uscita per Ubulibri, così come fu per il progetto Ada: Romanzo teatrale per enigmi in sette dimore. Assoluto perno della compagnia è Marco Cavalcoli, attore dalla voce potente che in alcuni episodi di O-Z appare vestito come l’Hitler inginocchiato di Cattelan e in HIM interpreta vocalmente tutti i personaggi dell’intero percorso filmico del Mago di Oz, in una prova d’attore esaltante.