Onnipotenza e illusione, se il Mago di Oz ha le sembianze di Hitler

Rita Borga, klpteatro.it, Tuesday 22 September 2009

Solitamente all’arrivo degli spettatori in sala, nonostante – come sempre più spesso accade – gli attori siano già in scena, imperversa un gran brusio: rumore di borse, cellulari che si spengono… Solo al calare delle luci arrivano il silenzio e l’attenzione. In questo caso, però, il vociferare svanisce rapidamente, non appena lo sguardo raggiunge l’altezza del palcoscenico.
Vestito e cravatta marroni, baffetti, capelli neri e lisci che cadono sulla fronte, in ginocchio, immobile al centro del palco, Marco Cavalcoli impersona Adolf Hitler, Him.

Difficile distogliere lo sguardo, la presenza è inquietante. Se la posizione in ginocchio da penitente riprende l’opera-scultura di Maurizio Cattelan, le mani, anziché essere giunte in un atto di preghiera, stringono una bacchetta da direttore d’orchestra. Sullo schermo alle sue spalle scorrono le immagini di The Wizard of OZ, ossia Il mago di Oz, nella versione di Fleming del 1939.
Il dittatore/direttore dirige il film, se stesso e le reazioni del pubblico. Il doppiaggio che ne segue è sorprendente, megalomane, e lascia senza fiato.
Him/Cavalcoli riproduce dal vivo, in perfetta sincronia, voci, suoni, rumori e canzoni. Riesce ad essere Dorothy, lo spaventapasseri, l’uomo di latta, il leone, il cane Toto, la strega buona e quella cattiva e ogni singolo personaggio della pellicola, caratterizzandolo, senza mai perdere il ritmo. Il tutto in lingua originale.
Da spettatore non si sa se guardare l’orchestratore o il film, a volte ti dimentichi di uno a volte dell’altro, ma quando riesci ad avere la visione completa, il virtuosismo che ne deriva è esilarante e spaventoso allo stesso tempo: una prova di onnipotenza che, fortunatamente, trova un suo “the end” nella conclusione del film.

Him è uno spettacolo che combina cinema e teatro, il bianco e nero della realtà con i colori vivaci della fantasia, in cui ognuno può trovare varie analogie tra il mago ciarlatano, ventriloquo, esperto d’illusioni della storia di Oz e il protagonista indiscusso della nostra storia, tra la prova d’attore di Cavalcoli e quel “talento naturale” che si attribuisce a Hitler.
Him è anche parte di un più grande progetto teatrale, ideato da Luigi de Angelis e Chiara Lagani, che verrà sviluppato fino al 2010 in sei spettacoli (Kansas, North, East, West, South, Emerald City) e un evento finale, Eye of the Cyclon, che racchiuderà domande e tematiche di tutto il progetto.
Il consiglio è di non perdere l’inizio di questo viaggio. Him non è uno spettacolo che sorprenderà dal punto di vista emozionale, ma è geniale per la semplicità della costruzione scenica, la pulizia, il rigore della recitazione, da cui traspaiono una grande disciplina ed un’altrettanto importante attenzione di Fanny & Alexander per la qualità offerta allo spettatore.