west

L’Occidente di Dorothy

Laura Bevione, Hystrio,

Un esperimento di persuasione occulta: così si presenta il nuovo, ipnotico spettacolo di Fanny & Alexander, interpretato sul palcoscenico da un’attrice e comandato fuori scena da due “persuasori occulti”, ossia Chiara Lagani e Marco Cavalcoli. Una donna seduta a un tavolino di legno, evidentemente sotto tensione, si presenta, dice di avere 52 anni, racconta del suo primo viaggio negli Stati Uniti e del programmato secondo volo oltreoceano cancellato per un sottovalutato problema di salute improvvisamente aggravatosi. Ricorda, poi, aneddoti del suo passato: un lieve incidente d’auto dalle impreviste conseguenze e l’imbarazzante soggiorno da un collega. Racconti che, tuttavia, non risultano lineari ma interrotti e ripresi, inframezzati da quesiti e considerazioni che si ripetono quali inusuali ritornelli. Le mani e le gambe dell’attrice, intanto, si muovono costantemente, disegnando brevi e oscure traiettorie. La protagonista, poi, sposta la sua sedia a un lato del palcoscenico, delimitato da una linea nera e, nel finale, si muove lungo quel perimetro, eseguendo i movimenti e pronunciando le parole che le vengono suggerite da una voce femminile e da una maschile. E’ svelato, in questo modo, l’espediente su cui si regge lo spettacolo e che ne determina la natura cangiante e mai eguale a se stessa: Francesca Mazza, infaticabile e generosa nel mettere a nudo le proprie umane fragilità, compie quanto le viene indicato attraverso i due auricolari, uno per orecchio e uno per “persuasore”. L’attrice, reincarnazione di Dorothy, protagonista di quel Mago di Oz a cui da qualche anno si ispira esplicitamente il lavoro dei Fanny & Alexander, è la volontaria cavia di un esperimento sulle possibilità di influenzare proditoriamente le nostre scelte e decisioni. Ma Francesca-Dorothy, pur disciplinata, sa che a volte è necessario dire dei “no” e sembra riuscire a sottrarsi al potere persuasivo che sta tentando di manovrarla come fosse una marionetta. Un tentativo che l’Occidente – il “West” – che abitiamo ha messo in atto da qualche anno e che i Fanny ci invitano a contrastare con questo spettacolo rigoroso e spietato che, utilizzandole, mette a nudo quelle sofisticate tecniche persuasive che cercano di plasmare la nostra società.