HIM

Andrea Monti, TeatroTeatro.it, Friday 11 January 2008

Adolf Hitler accoglie il pubblico immobile ed in ginocchio, chiede scusa o vuole sentirsi ancora direttore di un’orchestra? Parte il video, le dimensioni si sdoppiano, la matita comincia a volteggiare e il piccolo grande dittatore torna in possesso di un mondo impalpabile.

Luigi de Angelis mette in scena uno spettacolo che è un doppiaggio del Mago di Oz del 1939 proiettato alle spalle di un ispiratissimo Marco Cavalcoli. Voci, suoni, rumori, turbamento e gioia vengono trasmesse dall’attore che in ginocchio prende le sembianze dell’Hitler di Cattelan, un’ironica visione di un mondo che produce mostri che muoiono prima di chiedere perdono per le loro atroci degenerazioni. Come Carmelo Bene in Pinocchio è ancora una favola a stuzzicare la fantasia di un artista che, come un dio, dà voce a tutti i personaggi che abitano il suo mondo.

L’inizio è magico, la musica, diretta fintamente dal protagonista, lascia spazio agli attori sullo schermo che parlano in inglese e di cui si può seguire la sincronia del labiale. Non sbaglia un’inflessione Cavalcoli, di rado butta un occhio al piccolo schermo davanti a sé che, più di aiutarlo a tenere il segno, gli infonde sicurezza. Instancabile regala sguardi, accelerazioni e canti che mantengono la sintonia con lo scorrere delle immagini.

La grandezza dell’operazione risiede nella follia con la quale è portata a termine. Incurante del pubblico che può apprezzare l’idea, associare i significati, tentare di andare oltre, ma si aspetta comunque una variazione, l’attore recita tutto il film fino ai titoli di coda. Come un trapezista del circo accetta il suo destino di stupire accrescendo il numero dei salti mortali. A Cavalcoli, dopo un sufficiente numero di prove con l’ausilio del piccolo video, l’augurio di farne a meno per compiere il salto nel vuoto senza rete, interpretando tutto il film dando le spalle allo schermo, regalando alla sala quella suspense che la terrà incollata alla sedia a dividersi tra chi auspica l’errore e chi incrocia le dita scongiurandolo. Quella tensione in sala renderà a pieno il senso dell’illuminata e folle operazione.