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Grigia è la politica, gialla è la tv

Osvaldo Guerrieri, La Stampa,

Vi ricordate Le Vocali di Rimbaud? Il poeta delle Illuminazioni collegava un colore a una vocale quasi nel tentativo di creare un poema monocromatico. Lo stesso accostamento viene proposto dalla compagnia Fanny & Alexander che, in Discorso, concepisce una serie teatrale di  sei colori collegati ad altrettanti aspetti del nostro vivere. Al Festival delle Colline abbiamo visto le prime due creazioni, il Grigio e il Giallo, rivolte rispettivamente alla politica e alla tv pedagogica.
Nel progetto di Luigi De Angelis e Chiara Lagani non c’è niente di mimetico, non c’è un “fare come se”. Tutto si gioca sui modelli di comunicazione che con la loro allusività o mellifluità dovrebbero formare e guidare un Paese. Grigio è un centone di frasi fatte e di retorica che non distingue tra le ideologie. Le parole sono tutte uguali, assurde, meccaniche (e vere). Giallo comincia con il maestro Manzi, prosegue cine i Piccoli fans di Sandra Milo e si conclude con Amici di Maria De Filippi. Se la prima tv bonificava le paludi dell’analfabetismo, l’ultima invade la prima e la contamina. In Grigio l’attore Marco Cavalcoli interpreta una specie di burattino diretto via cuffia e impegnato in una specie di concerto fonico-gestuale dal quale emergono figure pubbliche bene riconoscibili: Berlusconi, Di Pietro, Bersani ect. A Chiara Lagani il compito di entrare nello zappino televisivo e di viaggiare all’interno degli integrati senza apocalittici. Lei, scolaretta seduta al banco, ci guarda, preme un tasto del telecomando e ci spegne. Soltanto così lo spettacolo può cominciare.