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Il colore degli sportivi tra podio e paradiso

Magda Poli, Il Corriere della sera , giovedì 12 giugno 2014

CASTROVILLARI – Scegliendo con coraggio di dedicare un festival ai nuovi linguaggi della scena contemporanea, Primavera dei Teatri è arrivata alla sua quindicesima edizione in buona salute tanto da potersi permettere un come eravamo e come siamo con cui ribadire una scelta non cristallizzata ma in divenire. Così di fronte a un pubblico che ha sempre affollato le diverse sale, il teatro ha fatto sentire la sua voce: con la ricerca di un’immagine in grado di confrontarsi con la parola, con la scelta perturbante della quotidianità che stritola i più deboli e perfino i geni. […]
Continuando nel suo lavoro che analizza come il discorso si rispecchi in modi e strutture diversi e con temi spesso agli antipodi quest’anno Fanny&Alexander di Chiara Lagani e Luigi De Angelis con l’intrigante Discorso Celeste ha concentrato la sua attenzione sull’esperienza religiosa qui letta attraverso una dedizione totalizzante allo sport. L’atleta che sta al centro dell’immagine – atleta del cuore o atleta di Dio che dir si voglia- è Lorenzo Glejieses che in tuta azzurra, dopo averci fatto alzare all’inno di Mameli poi sostituito dai frammenti di cronaca della partita Italia – Germania 1970 e dal discorso di Papa Francesco ai catecumeni sul bisogno della fede, ci conduce, con una fisicità di forte impatto, nel mondo del pugilato, per poi trasformarsi in giocatore di videogame. Lo guida una voce da padreterno che da fuori gli dà ordini, gli suggerisce come confrontarsi con l’altro per attingere all’esperienza religiosa e arrivare all’incontro con il padre di Lorenzo, Geppy Glejieses, la voce che parla, comanda, suggerisce in un gioco di ruoli di grande fascino. […]