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L’Ubu a Francesca Mazza. Il teatro parla cremonese

Nicola Arrigoni, La Provincia,

Ha gli occhi umidi di lacrime Francesca Mazza, attrice di origini cremonesi, lunedì sera premiata al Piccolo Teatro con l’Ubu quale miglior attrice 2010 per lo spettacolo West di Fanny & Alexander. Capelli rossi, occhi chiari, fisico minuto, Fancesca Mazza non ci crede. A farle da cornice sono Luigi de Angelis e Chiara Lagani, anime e fondatori del gruppo Fanny & Alexander con cui Francesca lavora da anni: i suoi ragazzi, come li chiama lei. Ma ci sono anche Enzo Vetrano e Stefano Randisi, gli amici di una vita, i compagni straordinari dell’avventura scenica vissuta con l’indimenticato Leo de Berardinis.

Passato e presente sono lì a festeggiare Francesca Mazza che lunedì sera – in una bella e festosa cerimonia di premiazione condotta da Gioele Dix in gran forma – ha regalato un momento altissimo di etica teatrale, ha raccontato sul palcoscenico del Piccolo il suo essere attrice autentica, al servizio del pensiero contemporaneo.

L’edizione trentatreesima di quello che è a tutti gli effetti l’Oscar del teatro italiano, inventato dal critico Franco Quadri e sostenuto dal lavoro dei redattori di Patalogo e della casa editrice Ubulibri, sarà ricordata come l’edizione che ha premiato Roberto Saviano come “abusivo” del teatro, assente giustificato al Piccolo per motivi di sicurezza e rappresentato da Serena Sinigaglia, regista dello spettacolo La bellezza e l’inferno. Ma l’edizione 2010 sarà anche ricordata come l’edizione dell’ex aequo di tre spettacoli, giudicati i migliori dell’anno: Finale di partita di Massimo Castri, L’ingegner Gadda va alla guerra di Fabrizio Gifuni, premiato anche come miglior attore e Roman e il suo cucciolo per la regia di Alessandro Gassman.

Il senso del teatro come atto civico, atto di resistenza democratica ha contraddistinto e attraversato la cerimonia di premiazione, un impegno civile ed etico che Francesca Mazza ha con grande commozione testimoniato nel momento in cui ha ricevuto l’importante riconoscimento. «Io devo questo premio all’intelligenza e alla genialità di Luigi de Angelis e Chiara Lagani – ha detto l’attrice -. Lo spettacolo West non è solo uno spettacolo, è il racconto di qualcosa che ci interessa e ci tocca tutti, è la possibilità che abbiamo di vivere e gestire la nostra libertà. I ragazzi di Fanny & Alexander hanno una straordinaria intelligenza, hanno una capacità unica di trasformare le idee e di leggere il nostro presente con l’arte della scena, in cui l’attore è parte di un tutto fatto di parole, suoni, rapporto con lo spazio. Ed è quello che mi accade in questo viaggio a Ovest. In West, di fronte al pubblico, io eseguo gli ordini diversi sera per sera di de Angelis e Lagani in un mettermi in gioco, in un condividere l’alfabeto della scena sempre diverso e che racconta della libertà di essere e di vivere. Il mio primo incontro col teatro fu nella sala parrocchiale del mio paese di origine nel Cremonese, poi il vero primo spettacolo l’ho visto qui al Piccolo Teatro, per questo ricevere l’Ubu qui è un’emozione incontenibile». L’applauso della platea affollata di critici, attori, attrici e registi è lungo e prolungato come è giusto che sia.

A riflettori spenti, l’attrice cremonese confessa: «Sono al settimo cielo – e l’abbraccio si fa forte, fortissimo -. Ora spero di poter portare West a Cremona, magari sul fiume Po l’estate prossima e poi… viva Cremona». E un po’ ci si sente orgogliosi di questa concittadina, ormai naturalizzata bolognese, e attrice del mondo che si è conquistata l’Ubu come migliore interprete nella stagione 2009/2010.

Un altro cremonese che invece ha sfiorato per pochi voti l’ambito riconoscimento è stato Guido Buganza, scenografo di genio che non mancherà certo di rifarsi.