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Comunicazione, nuovo potere

Elisa Scattolini, Corriere dell'Arte,

Prima nazionale al Festival delle Colline Torinesi per West, l’ultimo lavoro dei Fanny & Alexander, che con questa produzione concludono il ciclo di spettacoli ispirati al mondo del Mago di Oz. Non si pensi alla Dorothy del romanzo di Baum, però, e men che meno alla barocca gioiosità delle immagini della versione cinematografica con Judy Garland: qui Dorothy è una donna di cinquantadue anni, sola con la sua lotta contro l’immagine. “Qual’è il personaggio dello spettacolo più fuori moda?”, esordisce la protagonista lanciando dal tavolino al quale è seduta il suo grido di guerra, che è insieme anatema e richiesta di aiuto al pubblico. “Indossa la maglietta, per favore”, continua in un crescendo di toni serrati e via via più compulsivi. A partire dall’idea di uno strano esperimento condotto su un gruppo di volontari, lo spettacolo si propone come la rappresentazione dello strazio di una vittima del potere persuasivo della comunicazione, attraverso le vesti di una Dorothy dei nostri tempi, sempre più frastornata, avviluppata al limite dell’annichilimento dall’incalzare delle suggestioni dei due “persuasori occulti” – le voci fuori campo di Marco Cavalcoli e Chiara Lagani -, schiacciata da un linguaggio di cui non è più padrona, come stregata da un incantesimo che ne impedisce il controllo… Decisamente brava Francesca Mazza a reggere un’ora di monologo su questi toni e con un grande controllo fisico nel restituire il disagio crescente della protagonista. Ciò che non convince è la scelta dell’Ovest del Mago di Oz per denunciare la pericolosità del potere della comunicazione: troppo “altro” rispetto a West per fungerne da strumento esemplificativo in chiave metaforica, e inadeguato a divenire parte di un possibile accostamento simbolico tra l’Ovest contadino degli Stati Uniti di fine Ottocento, in esso rappresentato simbolicamente, e l’Occidente contemporaneo preda della comunicazione su cui si focalizza West.