T.E.Lawrence4-media

338171 TEL

ideazione Luigi de Angelis e Chiara Lagani
consulenti artistici Tahar Lamri, Rodolfo Sacchettini
cronista Rodolfo Sacchettini

promozione e ufficio stampa Marco Molduzzi
logistica Sergio Carioli
amministrazione Marco Cavalcoli e Debora Pazienza

produzione Napoli Teatro Festival Italia
in coproduzione con Ravenna Festival, Fanny & Alexander, Tempo Reale
in collaborazione con il Festival delle Colline Torinesi - Torino Creazione Contemporanea, e Fondazione Teatro Piemonte Europa - Teatro a Corte, Santarcangelo 41 - Festival Internazionale del Teatro in Piazza
e in collaborazione con Rai Radio 3

«338171 TEL è una specie di gioco.

Ecco.

Il che, significando quasi niente, potrebbe funzionare.

338171 TEL ti invita tacitamente a giocare un gioco che consiste di oscuri tentativi di scoprire le regole del gioco stesso.

Che ve ne pare?

Le regole del gioco sono 338171 TEL, e giocare significa essere giocati.

E adesso? Scopri le regole di 338171 TEL!»

(DFW via F&A)

Lo spettacolo T.E.L., punto di partenza del radiodramma 338171 TEL, è un dispositivo per comunicazioni utopiche. Due attori, collocati in due luoghi diversi, lontani nello spazio, forse anche nel tempo, ma in collegamento continuo tra loro via internet satellitare, daranno vita a un dialogo a distanza. Due pubblici differenti saranno testimoni simultanei del loro possibile-impossibile confronto.

Nel radiodramma 338171 TEL, che avrà luogo simultaneamente allo spettacolo T.E.L. – e che quindi ne è parte integrante ma autonoma – un cronista in uno spazio terzo (uno studio radiofonico) intercetta il dialogo tra i due attori, captando gli eventi acustici dei due spazi in cui si svolge lo spettacolo, interpretandoli e riscrivendo in diretta un’ulteriore possibile storia, che corre parallela a quella dello spettacolo. Le sonorità provenienti dai due spazi teatrali, infatti, sono portatrici nel radiodramma del clima e dei temi chiave dello spettacolo: il cronista, però, manipolandole e adoperandole come materiali sonori di quella che si propone come una sorta di telecronaca agonistica, le renderà accessibili agli ascoltatori in una forma nuova, invitandoli a una partecipazione diretta, in forma di allusivo gioco, all’evento teatrale in corso. Il radiodramma così, attraverso la voce del cronista, crea una sorta di progressiva mappa aerea e ludica del territorio mitico toccato dallo spettacolo, coinvolgendo il pubblico in ascolto nella complessa spiegazione di quelle che si definiscono a poco a poco come le regole di un misterioso gioco (ispirato all’Eschaton di David Foster Wallace del romanzo Infinite Jest) a cui gli ascoltatori sono chiamati in qualche misura a prender parte. Questo gioco, di cui si annuncia il lancio e la prima competizione, si svolge tra due partecipanti, che si trovano in due luoghi diversi e che il cronista mette in continua relazione acustica. Eppure, nonostante l’apparente regolare svolgersi di questa strana competizione, questo gioco resterà per tutto il tempo un oggetto fortemente carico di mistero, rivelandosi a poco a poco il terreno fertile per la creazione di una vera e propria metafora sul teatro, sul rapporto tra attore, opera e comunità.