fanny and alexander | SE QUESTO È LEVI
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SE QUESTO È LEVI

performance/reading itinerante sull’opera di Primo Levi

 


con Andrea Argentieri |  regia Luigi De Angelis


 

Intorno all’asse di via Zamboni, sono stati individuati tre luoghi simbolici di Bologna in cui incontrare lo scrittore: uno studio di lavoro in un’abitazione privata (via G.B.De Rolandis), l’Aula Magna dell’Università di chimica Ciamician (via Selmi), la sala del consiglio di Palazzo Malvezzi (via Zamboni). Ognuno di questi tre luoghi esprime una domanda diversa in relazione a tre differenti opere di Levi: “Se questo è un uomo”, “Il sistema periodico”, “I sommersi e i salvati”. Il rapporto più intimo tra Levi e la scrittura, la necessità vitale della testimonianza, il rapporto col padre e la famiglia, la sua appartenenza alla cultura ebraica; la relazione di una vita tra chimica e scrittura, la dignità del lavoro e la funzione comunitaria della letteratura, la necessità pubblica di un racconto che possegga la trasparenza scientifica di un processo chimico; il tema del giudizio, l’interrogazione sulla necessità della sospensione dell’odio a favore di una curiosità analitica entomologica.

Grazie alla tecnica del remote acting, dell’eterodirezione, Andrea Argentieri compone un ritratto dello scrittore che si basa sulla vertigine di una domanda: quanto questa testimonianza è ancora urticante e capace di parlarci tramite la sensibilità di un attore che si lascia attraversare dai materiali originali a noi rimasti di quello scrittore? Può l’epifania di una voce, di un corpo-anima, imprimendosi nel corpo di un attore molto più giovane del modello-impronta che persegue, far sgorgare in maniera ancora più cogente la potenza e la necessità della sua testimonianza?

SE QUESTO È LEVI è un ritratto d’attore. È il tentativo di concretizzare l’esperienza del resoconto, a tu per tu con lo scrittore.