fanny and alexander | T.E.L.
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T.E.L.

UN PROGETTO DI FANNY & ALEXANDER E TEMPO REALE


ideazione Luigi de Angelis e Chiara Lagani | drammaturgia Chiara Lagani | regia, spazio scenico, luci Luigi De Angelis | con Marco Cavalcoli e Chiara Lagani | musiche Mirto Baliani | progetto sonoro e sistemi interattivi Damiano Meacci/Francesco Casciaro (Tempo Reale) | consulenti artistici Tahar Lamri, Rodolfo Sacchettini | fotografia Enrico Fedrigoli | progettazione e realizzazione scenotecnica Nicola Fagnani (Ardis Lab) | realizzazione costumi Laura Graziani Alta Moda e Laura Dondoli su un’idea di Loredana Longo (2005/ OH HAPPY DAY/ abiti da cerimonia in tessuto mimetico) | promozione e ufficio stampa Marco Molduzzi | logistica Sergio Carioli | amministrazione Marco Cavalcoli e Debora Pazienza | produzione Napoli Teatro Festival Italia | in coproduzione con Ravenna Festival, Fanny & Alexander, Tempo Reale | in collaborazione con il Festival delle Colline Torinesi – Torino Creazione Contemporanea, e Fondazione Teatro Piemonte Europa – Teatro a Corte, Santarcangelo 41 – Festival Internazionale del Teatro in Piazza | e in collaborazione con Rai Radio 3


Tutti gli uomini sognano, ma non allo stesso modo. Coloro che sognano di notte nei ripostigli polverosi della loro mente, scoprono, al risveglio, la vanità di quelle immagini; ma quelli che sognano di giorno sono uomini pericolosi, perché può darsi che recitino il loro sogno ad occhi aperti, per attuarlo.
(I sette pilastri della saggezza, Thomas Edward Lawrence)
Archeologo, agente segreto, ufficiale britannico, scrittore, Lawrence d’Arabia fu soprattutto uno dei capi della rivolta araba di inizio Novecento e stratega della guerriglia, tecnica di combattimento per mezzo di veloci incursioni che teorizzerà nell’edizione del ’29 dell’Enciclopedia Britannica.
T.E.L. è un dispositivo per comunicazioni utopiche. Due attori, collocati in due luoghi diversi, lontani nello spazio, forse anche nel tempo, ma in collegamento continuo tra loro via internet satellitare, danno vita a un dialogo a distanza. Due pubblici differenti sono testimoni simultanei del loro possibile-impossibile confronto… I due attori si scambiano poi di luogo, per rendere possibile, a chi lo voglia, completare la sua visione con l’altra faccia della medaglia di quel dialogo tra due lontananze.
Se percorrete una delle piste incerte che scendono nel deserto, un qualunque deserto, vi coglierà certamente una sorta di stanchezza strana, un desiderio di sosta: dopo qualche minuto di solitudine in quel luogo vi sembrerà di sentire un rumore lieve, e comincerete a chiedervi: rumore o voce? Di che o di chi? Come descriverlo? Ogni rumore, animale, vento, sparo, voce, gola, lingua nota e ignota vi dirà che altrove, certo non dove voi sostavate, qualche cosa sta accadendo, in maniera nient’affatto discontinua, con apparente ritmica scansione. La vostra sosta si farà allora allarmata, partecipe di quella storia di rivolte e di deserti, complice per decisioni, stupore, orrore, perché la distanza che ascoltate sarà il vostro personale miraggio, né potrete cessare di ascoltare: quel suono nobile e sventurato è a voi che rimanda.